Alberto Bagetto
vasaio
grès e porcellana


Train kiln - Pautagama

pautagama

Perché “Pautagama”

In lingua piemontese la “pauta” è il fango.

Visto che non ci prendiamo troppo sul serio, ci ho appiccicato il suffisso “gama” (窯) che in giapponese indica "forno per ceramica”.

Gli spiriti del fuoco (kamado-no-kami 竈神) abbiano clemenza per questa licenza linguistica e non mi inceneriscano... gli offriremo del Barbera per placare la loro ira.

Che tipo di forno è il Pautagama

Il Pautagama è un “Train kiln”

Il Train kiln

Il Train kiln è un forno a fiamma diretta (come gli anagama 窖窯), con camera lunga e camino alto per un buon tiraggio

Volevo un forno che:

  • lasciasse materia sulle superfici e permettesse di lavorare con le ceneri
  • non divorasse ettari di bosco
  • non fumasse come un’acciaieria anni ’60.

L’Anagama ha alcuni inconvenienti:

anagama
  • mangia legna come un drago affamato
  • ha un’efficienza energetica molto molto bassa
  • ha un isolamento non efficiente
  • emette molto particolato e fumi incombusti
  • richiede una squadra numerosa per gestire cotture molto lunghe

Il Train kiln invece:

train kiln
  • richiede circa metà del legname rispetto ad un anagama tradizionale grazie al bourry box (camera di combustione rialzata)
  • ha un sistema di preriscaldo dell’aria secondaria
  • è costruito con materiali isolanti
  • la griglia del bourry box consente di utilizzare legna di scarto e di ogni pezzatura
  • la “fiamma rovesciata” migliora l’efficienza della combustione e la pirolisi
  • ha numerosi registri di aria primaria e secondaria per ottimizzare la combustione
  • la lunga camera di cottura permette una buona deposizione della cenere
  • il bourry box può essere alimentato dai due lati e senza spaccarsi la schiena
  • riduce le emissioni di particolato e fumi
  • il tempo di cottura è modulabile in funzione dei risultati attesi (24-56 ore)

Vivo in un piccolo borgo in campagna ed ho dei vicini.
Quindi il tema ecologico (fumo e sostenibilità) diventa fondamentale.

Il Train kiln da cui ho preso spunto nasce da una variante del progetto di John Neely, dai suggerimenti di Ted Neal (che ringrazio per i preziosi consigli), dalle varianti geniali di Roman Sonyk (santo subito), dalle lunghe e utilissime chiacchierate con Claude Aussage a La Borne...
La nutrita comunità di ceramisti bricoleur e costruttori di forni è stato un aiuto prezioso. ;

Cosa ho aggiunto nel Pautagama

 

Ho cotto in diversi forni a legna e ognuno ha pregi e difetti.

Avendo come obbiettivo primario la riduzione delle emissioni ho cercato di migliorare questo parametro attraverso un sistema di post-combustione dei gas incombusti.
L'obbiettivo è quello di mantenere una buona gestione della riduzione per la riuscita dei colori e ridurre le emissioni.

acqua

In alcuni forni il registro passivo (passive damper) si trova al di sotto del registro attivo (active damper) per ragioni che non mi spiego (probabilmente con il solo scopo di abbassare la temperatura del camino visto che è costruito con materiali non sufficientemente refrattari).
Invertendo la posizione dei registri si ottiene invece la possibilità di gestire la riduzione con il registro attivo e gestire i fumi con quello passivo attraverso una post-combustione.
Il risultato è la scomparsa della fumosità (smokeless).

train kiln

Per fare questo ho aggiunto un sistema Venturi nel camino (su osservazione di quanto fatto da Jean Girel nel suo forno 3E e su quanto suggerito da Nils Lou nel suo libro “The art of firing” ) e piazzato dei rilevatori di ossigeno in tre punti del forno.

Il sistema di aspirazione Venturi è attivabile da chi gestisce la cottura tramite una leva in base a cosa raccontano il camino, i sensori e i “piou piou”.
In corso di sperimentazione vedrò se lavorare con la leva o mantenere fissa la regolazione.
Per questa ragione ho inserito 4 termocoppie nel forno che monitoreranno, insieme agli oxyprobe, la cottura.

 

acqua

Idrogeno come agente riduttore

Avendo già montato con soddisfazione sul mio furgone un’alimentazione aggiuntiva di idrogeno ho ben pensato di predisporre un sistema di alimentazione aggiuntiva di idrogeno nel forno con lo scopo di ottenere un aiuto alla riduzione attraverso l’introduzione di acqua nella camera di combustione.

acqua

In questo modo si aiuta e la riduzione senza manovrare troppo con il registro attivo e mantenendo quindi una combustione più pulita.

Tutto da provare e testare… ma avendo sensori e alimentazioni predisposti è più facile.

La fisica e la chimica dovrebbero avere ragione… in caso contrario il botto porterà in orbita geostazionaria il forno.

Rivestimento allo Zirconio

Seguendo i suggerimenti di Jean Girel ho intonacato tutto il forno con della sabbia di Zirconio per migliorare la capacità riflettente rispetto ai raggi I.R. e migliorare la protezione e l’efficienza dei materiali refrattari.

Testerò un rivestimento specifico sulle griglie per aumentarne la durata

Ringraziamenti

Si ringraziano gli sponsor: Voltarèn e Red Bull

I macchinari, le spalle e le saldature di Giancarlo

La moglie Eli per la polvere sopportata

In questo lavoro nessun ceramista è stato maltrattato